Il Grande Raccordo Anulare delle Biciclette prende il via

Finalmente prende il via a Roma un importante progetto per i ciclisti: il GRAB, ovvero Grande Raccordo Anulare delle Biciclette. E’ stato infatti firmato a Roma il protocollo tra amministrazione capitolina e Ministero delle Infrastrutture, ma c.v.d. la notizia sui principali grandi media nazionali ha avuto davvero poco spazio, troppo poco rispetto a quello che rappresenta. grab-grande-raccordo-anulare-delle-biciclette

Grandi opere anche per le due ruote, perchè no?

Il progetto GRAB, oltre al valore in sé, rappresentare soprattutto un segnale che non esistono solo grandi opere per i mezzi a quattro ruote, ma anche per le due ruote, a disposizione di chi la bicicletta la utilizza o potrebbe utilizzarla quotidianamente, oggi infatti con la pedalata assistita elettricamente anche fasce di popolazione che erano costrette a prendere l’auto per recarsi al lavoro perché non raggiungibile con mezzi pubblici e perché in pedalata muscolare troppo distante per le proprie gambe, possono avere grazie alla bici elettrica a pedalata assistita una concreta possibilità. Grandi opere per le due ruote con peraltro budget decisamente contenuti.

Come si articolerà il Grande Raccordo Anulare delle Biciclette

Il GRAB è stato ideato e proposto da un’insieme di soggetti quali Legambiente, Touring Club Italiano, Rete Mobilità Nuova, Vivilitalia, Open House Roma, Parco Regionale dell’Appia Antica e Roma Natura, coordinati da VeloLove e si svilupperà come anello ciclopedonale di ben 44,2 km all’interno di Roma, ma la buona notizia è che l’80,3% è già percorribile, quindi si tratta di arrivare al completamento e alla messa in esercizio. A breve dovrebbero partire i primi cantieri.

Per i cittadini e per i turisti

Interessante inoltre quello che emerge da uno studio congiunto di Confindustria-ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) che ha stimato che il GRAB coinvolgerà oltre 600 mila turisti solo nel primo anno di vita (un numero destinato a triplicarsi nei successivi quattro) con una stima dell’indotto giro d’affari pari a circa 14 milioni di euro solo per i primi 12 mesi. Insomma se il Ministro Delrio, notoriamente ciclista vero, assiduo praticante, afferma dal suo lato che «Il Grab ha tutte le carte in regola per essere la più bella ciclovia del mondo. Il 68% degli spostamenti in Italia avviene in auto. I mezzi pubblici e quelli sostenibili sono residuali. È importante promuovere la mobilità sostenibile e creare percorsi sicuri per i ciclisti» per il Ministro-del-turismo-che-non-c’è (ndr. perché di fatto non c’è, in Italia, ovvero Paese a vocazione turistica, la promozione turistica invece che di sistema-Paese, è infatti sciaguratamente delegata, quindi frammentata, alle singole regioni) ci sarebbe il messaggio di investire su un segmento crescente, quello del cicloturismo.

Maggiori dettagli, e per tenersi aggiornati sugli sviluppi operativi nella realizzazione del progetto, nella sezione sul sito web di VeloLove.